Disfunzione erettile ed ansia da prestazione a letto

Oggi parliamo di un argomento da molti ritenuto tabù: disfunzione erettile ed ansia da prestazione.

Eppure di quest’argomento di cui si parla poco, si vuole sapere molto. La parola “disfunzione erettile” viene cercata, in media, 12000 volte al mese su Google (a riprova del fatto che è molto più comune di quel che la maggior parte degli uomini crede).

Disfunzione erettile, impotenza, ansia da prestazione: qual è il problema? Quali sono le soluzioni?

Impotenza da ansia da prestazione

Esistono diverse tipologie di disfunzione erettile:

C’è il caso in cui l’uomo non riesce ad avere un’erezione né in coppia, né durante l’autoerotismo (oppure l’erezione c’è ma non è sufficientemente turgida da permettere la penetrazione).

C’è il caso in cui l’uomo non riesce ad avere un’erezione mentre è in coppia ma riesce senza problemi ad averla durante l’autoerotismo.

C’è il caso in cui l’uomo riesce ad avere un’erezione nella maggior parte dei casi ma poi ha difficoltà a mantenerla.

C’è il caso in cui l’uomo riesce ad avere un’erezione nella maggior parte dei casi ma, occasionalmente (in coppia) non riesce ad averla o mantenerla.

Come vedi l’argomento disfunzione erettile è molto vasto e contiene diverse tipologie di problematiche al suo interno. La buona notizia è che nella maggior parte di questi casi, una problematica di tipo organico è nettamente meno frequente. Un controllo andrologico, tuttavia, potrà togliere qualunque dubbio. Oggi, però, ci focalizzeremo su un caso specifico, quello legato alla disfunzione erettile da ansia da prestazione.

 

Cosa non fare in caso di disfunzione erettile di matrice non organica

psicologo non da farmaci

Evita le pillole. Davvero. Evitale.

Sono uomo anche io e capisco benissimo il sollievo che può procurare sapere di avere “un’arma segreta” che ti consenta certamente di “portare a termine il tuo lavoro”.

Tuttavia…

L’assunzione di farmaci per l’erezione è uno dei principali fattori di mantenimento del problema. In sostanza: più volte prendi le pillole, più forte sarà l’associazione tra l’ansia da performance ed il bisogno d’aiuto. Innestando un circolo vizioso che potrebbe trasformarle da comodo aiuto ad inevitabile necessità.

Seconda cosa: non cercare giustificazioni, normalizza l’accaduto

Se “il fattaccio” è appena accaduto non uscirtene con frasi del tipo “non so come sia potuto succedere”, “ti giuro che non era mai successo prima”, “dev’essere la stanchezza: ho dormito male stanotte” etc.

La tua partner (o il tuo partner) avrà già vissuto questa situazione altre volte in passato. Non è una novità (a meno che non siate ragazzini alle primissime esperienze). Giustificarti o cercare giustificazioni renderà tutto solo più difficile, focalizzando interamente l’attenzione sul problema e portando la coppia in stallo nell’osservazione di ciò che non funzione.

E’ estremamente più funzionale mostrarti tranquillo, normalizzare il fatto che sia successo (magari con un po’ di sana auto-ironia), che non è la prima volta che accade e che nella vita di un uomo può capitare. Non fissarti (e far fissare) l’altra persona sul problema: punta a ciò che si può ancora fare. Non è assolutamente detto che la mancanza di erezione (in quel momento) debba sancire la fine del momento intimo. Trova altre strade. Potrebbe sorprenderti scoprire quante persone, seguendo questa scia, riescono ad avere un rapporto sessuale completo qualche minuto dopo.

disfunzione erettile ansia da prestazione

 Rompere il circolo vizioso dei pensieri

Una caratteristica tipica in casi di disfunzione (anche occasionale) è l’instaurarsi di una catena di pensieri e di ansie da prestazione davanti a situazioni potenzialmente “sessuali” o, nei casi più gravi e strutturati, un vero e proprio evitamento di tutte le situazioni che potrebbero portare ad una condizione di intimità sessuale con un partner (sia esso stabile o occasionale).

Come succede con la maggior parte dei pensieri ansiosi, più cerchi di scacciarlo e più diventa forte ed invadente. Incrementando la possibilità di fallimento.

Qualcuno potrebbe dirti “non ci pensare, sgombra la mente”. Tu magari ci hai provato ed il risultato è stato esattamente l’opposto!

Esiste una tecnica ampiamente sperimentata e validata per far affievolire le ansie: dichiararle!

Si, hai letto bene. Dichiarare una propria ansia inizialmente può sembrare terribile, tuttavia l’effetto liberatorio è immediato. Se dichiari la tua ansia essa perde tutta la sua potenza rompendo istantaneamente il circolo vizioso di paura ed insicurezza.

Dichiarare la propria ansia, ovviamente, richiede un po’ di “abbellimento”, devi farlo con stile. Non puoi andare a cena con un partner e, tra una portata e l’altra, urlare “ho paura di non avere un’erezione”. Sarebbe alquanto controproducente. Il perturbante va dichiarato con eleganza, creando il momento opportuno e magari con un po’ d’umorismo.

Una frase del tipo “sai, mi piaci così tanto che temo di bloccarmi” non solo genera un effetto liberazione ma potrebbe innestare nel partner un pensiero complementare del tipo “ti faccio vedere io come ti sblocco” con gran beneficio dell’interazione sensuale e sessuale.

 

Terapia per disfunzione erettile e disturbi sessuali

Le terapie brevi, con i più recenti aggiornamenti, si sono rivelati un metodo d’eccellenza nella risoluzione dei disturbi sessuali, disfunzione erettile compresa, in tempi molto brevi. Con una media di 2-3 sedute per la remissione del sintomo e con picchi di risoluzione a singola seduta.

La terapia breve per i disturbi sessuali può essere condotta anche online senza nessun tipo di controindicazione. Le tempistiche e gli effetti non hanno nessun tipo di differenza rispetto alla modalità in presenza.

Magari non ti andrà di commentare questo articolo ma, sinceramente, se ultimamente hai vissuto questo tipo di problematica non aspettare che passi. Potrebbe succedere, ma è molto più probabile che vada a cronicizzarsi rendendoti sempre più difficile avere una sana e serena vita sessuale.

 

Fonti: