Ciao! Oggi parliamo di come smettere di litigare in coppia.

Sulla rubrica PsicoSoluzioni del martedì (sul mio account Instagram) sono arrivate diverse richieste relative ai litigi di coppia.

Per alcuni i litigi sono grossi scogli difficili da sormontare, per altri sono piccolezze quotidiane che ripetendosi ciclicamente diventano insopportabili.

Come la goccia che, lentamente, riesce a bucare la pietra; queste liti ricorrenti, per quanto relative a minuzie della vita quotidiana, riescono a penetrare l’armonia della coppia per creare malumori, inadeguatezze, frustrazione ed, a volte, voglia di andar via.

In altri casi le liti non sono “la goccia che lentamente buca la pietra” ma piuttosto veri e propri uragani che si abbattono sulla coppia ripetutamente e con violenza.

terapia di coppia

Come non litigare in coppia

Smettere di litigare in coppia è un processo davvero semplice: basta trovare un partner inadatto a sé ed instaurare una relazione di dipendenza disfunzionale. Davvero, non è troppo difficile.

Tuttavia non è questo l’obiettivo. Il titolo del paragrafo è volutamente provocatorio perché le coppie sane litigano! Già, il litigio è una parte della vita di coppia necessaria per la sua evoluzione.

Se ti poni come obiettivo quello di non litigare, quindi, stai partendo con il piede sbagliato ed un obiettivo non raggiungibile o, perlomeno, non auspicabile.

Lo scopo di questo articolo non è quello di fornire delle strategie per non litigare, ma per litigare bene!

Lo so, sembra un po’ bizzarra come prospettiva. Pensaci però: ti sarà successo, almeno una volta nella vita, di avere un litigio costruttivo con un tuo partner. Uno di quei litigi che hanno fatto crescere sia la coppia, sia i membri che la compongono.

Solitamente questi litigi rafforzano e fanno crescere tanto i singoli individui quanto la coppia: sono litigi sani.

Esiste un’altra categoria di litigi che si contrappone a quelli sani e sono i litigi disfunzionali. Questi rientrano a pieno titolo nel nostro oggetto di interesse per questo articolo.

 

Perché stiamo litigando?

Cercare di realizzare una dissertazione sul litigio nelle poche righe di un articolo sarebbe certamente ridicola come prospettiva. Andiamo quindi a stringere il cerchio e cercare di capire meglio a cosa ci stiamo riferendo.

Le coppie possono litigare per qualunque motivo ed a litigi diversi esistono strategie di risoluzione diverse.

Qui mi voglio soffermare non tanto sulla causa dei litigi quanto a quelle coppie che hanno fatto del litigio una caratteristica centrale del loro rapporto. L’hanno trasformato da strumento di crescita a strumento di coesione. “Siamo tenuti insieme dalla rabbia” mi riferì una volta “L.” in seduta, riferendosi al suo rapporto con “M.” (suo marito) che nel frattempo annuiva con sconforto.

L ed M litigavano costantemente, anche in seduta, per qualunque motivo. Come se ognuno dei due provasse un perverso piacere nel contraddire l’altro e nello screditarlo eppure, vagliando l’ipotesi della rottura della relazione, nessuno dei due avrebbe voluto staccarsi dall’altro. Volevano riparare quel meccanismo inceppato che li stava logorando per tornare “come prima”. Già, perché nei loro 6 anni di matrimonio c’è stato un “prima” caratterizzato da attenzioni reciproche e gesti d’affetto (con occasionali liti).

Ma anche determinare quali fossero le cose belle del “prima” si rivelò essere un ottimo terreno di battaglia per le loro liti.

Eppure quella di L ed M è stata la terapia di coppia più breve che ho portato a termine con successo (4 sedute e 2 di controllo).

litigi di coppia

Litigare di più per litigare meglio

Premesso, come sempre, che quello di cui parlo in questi articoli (a meno che non sottolineato in modo esplicito) non va provato a casaccio nel proprio quotidiano (si rischia di peggiorare le cose, attenzione!) è interessante osservare come la manovra cardine dello sblocco della problematica, in questo caso, fu proprio la cosiddetta “prescrizione del sintomo” cioè chiedere a L ed M di litigare volontariamente ma in un tempo ed uno spazio stabilito da me piuttosto che cercare di smettere di litigare come avevano fatto senza successo fino a quel momento.

Nello specifico chiesi ad L ed M di trattenere qualunque forma di attacco (verbale o meno, diretto o indiretto) verso l’altro durante tutta la giornata per poi sfogarsi in un “ring della rabbia” serale. Ognuno dei due, per un tempo prestabilito, aveva l’obbligo di scaricare tutta la sua rabbia, i suoi insulti, le sue frustrazioni sull’altro che avrebbe dovuto ascoltare in silenzio senza poter ribattere. Allo scadere del tempo prestabilito avrebbero fatto cambio di ruoli.

In seconda seduta notai già un primo cambiamento: il carico di rabbia giornaliera era decrementato in modo notevole. Eppure sia L che M non sembravano condividere questa osservazione. Si ricredettero alla terza seduta, quando il dato era oramai palese e non ignorabile: avevano difficoltà a litigare.

In seduta erano sorridenti, complici. Lo sblocco definitivo avvenne dando dei compiti “segreti” ad ognuno dei due.

superare liti di coppia

Il momento delle spiegazioni

Già, mi tocca spiegare, come mi toccò spiegare ad L ed M durante la loro terapia di coppia, che non si tratta di magia né di suggestione. Quello descritto è un meccanismo che i terapeuti strategici conoscono molto bene e che, se ben calibrato, riesce a scardinare anche problematiche apparentemente troppo radicate e che in questo caso è stato il perno per far smettere di litigare “L” ed “M” ed altre coppie prima e dopo di loro. Come il piccolo Davide che, con un colpo ben assestato di fionda, riuscì a buttar giù il possente gigante Golia.

Ci tengo a specificarlo: la tecnica funzione poiché abbinata ad un contesto terapeutico e ad altre strategie date in concomitanza ai due partner “segretamente”. Quasi nessuna tecnica terapeutica funziona “in modo assoluto” ed estrapolata dal suo contesto d’attuazione, per questo spesso sconsiglio di applicare quanto letto in un mio articolo in modo autonomo alla propria vita a meno che non diversamente specificato (come nel caso della paura del rifiuto nell’articolo su Re Mitridate).

Lo scopo dell’articolo è divulgare conoscenze psicologiche e poter dare un’occhiata, anche se solo virtualmente, a cosa accade nella stanza di un terapeuta moderno; contro molti degli stereotipi classici che vedono terapie infinite condotte su un lettino mentre si parla della propria madre.

 

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A presto

 

Dr. Marco Catania