Superare la paura del rifiuto…come un re!

Oggi vorrei parlarti di uno stratagemma terapeutico che prenderemo in prestito dal leggendario Re Mitridate VI del Ponto

Mitridate VI, vissuto nel I secolo a.C., era davvero un osso duro. Talmente duro da essere ricordato nella storia per esser stato uno dei più temibili avversari della Repubblica Romana ed aver messo in difficoltà non uno, ma bensì tre dei migliori generali romani: Silla, Lucullo e Pompeo Magno.

Un uomo che ha passato 30 anni della sua vita guidando in battaglia il suo popolo contro il più grande Impero che la storia abbia mai conosciuto non te lo immagini proprio uno sprovveduto vero?

paura del rifiuto

Eppure anche Mitridate aveva il suo tallone d’Achille, il suo punto debole. Mitridate aveva un’incredibile paura d’essere avvelenato. Paura abbastanza comune tra i sovrani che, nelle epoche, hanno adottato metodi di prevenzione quali “assaggiatori” di cibi e bevande per assicurarsi della genuinità dei pasti.

Mitridate, uomo duro e tutto d’un pezzo, sperimentò una metodologia differente, una tecnica che oggi definiremmo paradossale: assumeva ogni giorno delle dosi di veleno sufficienti ad intossicarlo leggermente ma non abbastanza forti da ucciderlo. In questo modo il suo corpo, pian piano, si abituava alla sostanza tossica e ne sviluppava immunità. Alla fine, Mitridate VI, divenne immune alla maggior parte dei veleni allora conosciuti.

 

La paura del rifiuto è come il veleno

La strategia di Mitridate VI, oggi, può tornarci molto utile per affrontare le paure e, più nello specifico, una delle più infide delle paure: la paura del rifiuto. Esatto, del rifiuto.

La paura del rifiuto è, a diversi livelli, una delle paure più comuni in assoluto tra le persone e, proprio come il veleno, è una delle più subdole poiché il nemico è invisibile, nascosto nelle cose più appetitose della vita come le amicizie e le relazioni.

La paura del rifiuto può agire a diversi livelli ma ciò che accomuna tutti coloro che ne soffrono (solo in alcuni campi o in modo trasversale) è la tendenza ad evitare le situazioni che potrebbero farle trovare esposte.

Pensaci: ti sarà sicuramente successo di sperimentarla almeno qualche volta nella vita. Richieste di un aumento meritato non fatte, paura di avvicinarsi ad una persona che ti piace e parlarci, paura di instaurare un dialogo con i tuoi figli. Il minimo comune multiplo è sempre lo stesso: la paura di essere rifiutati.

paura del rifiuto

La maggior parte di persone, in questi casi, mette in atto un comportamento simile: evita. Evita di chiedere l’aumento meritato, evita di chiedere un numero di telefono, evita di iniziare un dialogo con i propri figli etc.

 

Questi evitamenti, a lungo termine, possono portare a 3 tipologie diverse di comportamento:

  • Ritiro: quando l’evitamento diventa la strategia dominante e la paura si trasforma in panico, bloccando la persona ed impedendole di agire nella direzione che vorrebbe
  • Agiti inopportuni: quando la persona, a furia di accumulare, non ce la fa più ed esplode. Il problema, in questi casi, è che proprio la natura “esplosiva” del comportamento fa sì che non sia controllato e risulti inopportuno (perché troppo irruento, perché disorganizzato o perché accompagnato da segnali corporei contrastanti)
    NB: fanno parte di questa categoria tutte quelle persone che “io non mi arrabbio mai, ma quando succede…” ma a questo dedicherò uno spazio apposito in un altro articolo
  • Autogiustificazioni svalutanti: “alla fine questo lavoro mi va bene così”, “quella persona, in fin dei conti, non mi piaceva così tanto”, “mio figlio ed io siamo troppo diversi, non riesco a capire il suo mondo”

 

Cosa possiamo imparare da Mitridate VI?

 

Mitridate VI aveva visto oltre ed aveva capito una cosa: non poteva sperare né che nessuno provasse ad avvelenarlo, né che qualcuno sarebbe stato sempre pronto a proteggerlo e ricorse alla sua leggendaria strategia.

Quello che ti sto per suggerire, per affrontare la paura del rifiuto, è una strategia molto meno pericolosa di quella del famoso re ma che ti richiederà un piccolo sforzo giornaliero perché dovrai assumere anche tu, come lui, la tua piccola dose di veleno quotidiano.

paura dei no

 

Una piccola dose di veleno quotidiano per diventarne immune

 

Nel caso della paura del rifiuto, il veleno è il NO. Bada bene: non ti sto dicendo di andare in giro a chiedere aumenti, numeri telefonici od organizzare seratone in famiglia. Proprio come Mitridate, per superare la paura del rifiuto, dobbiamo partire dalla più piccola dose di veleno.

Giornalmente vai in cerca del tuo NO quotidiano. Dev’essere un no ricercato volontariamente. Un piccolo No. Potresti chiedere al gommista di gonfiarti gratuitamente tutte le ruote della macchina, o chiedere al panificio se puoi avere il pane anche se ti mancano 10 centesimi, chiedere a tuo figlio di spiegarti la differenza tra una Xbox ed una PlayStation, avvicinare una ragazza che ti piace solo per chiederle l’orario etc…

È molto importante che la tua sia una ricerca attiva del NO. Devi fare una richiesta abbastanza alta da ricevere un No come risposta ma su qualcosa di abbastanza futile da esser sicuro di poter reggere il colpo. Ogni giorno, proprio come Re Mitridate. Solo così potrai diventare immune al tuo veleno.

Attenzione: se calibri male la richiesta (cioè non è abbastanza alta) riceverai probabilmente un si. In questo caso devi ripetere il compito con un’altra richiesta finchè non ottieni il tuo piccolo no quotidiano.

 

paura del rifiuto

Cosa scoprirai dopo aver applicato questa tecnica

 

Vuoi davvero saperlo da me? Ti rovinerei la sorpresa. Metti in pratica questa strategia per almeno una settimana e scrivimi tu nei commenti quali sono stati i risvolti che hai notato, cosa hai scoperto e, soprattutto, se hai iniziato a percepire dei cambiamenti nel tuo rapporto con gli altri.

Ogni persona è diversa e, seppur i risultati di questa tecnica siano prevedibili, esistono categorie diverse di risposta in base al tipo di persona che la mette in atto. Scrivimi le tue scoperte nei commenti alla fine di questo articolo.

 

 

Ps. Questa tecnica è stata utilizzata anche da un audace ragazzo che ne ha fatto una missione di vita ed ha pubblicato un libro a riguardo. “Più forte dei no” dove racconta la sua paura del rifiuto e com’è riuscito a superarla grazie a questo stratagemma.