Terapia Breve

Nell’insieme delle Terapie Brevi rientrano quei modelli focalizzati sul trattamento di una problematica (difficoltà, problematica severa o patologia) nell’arco di un numero limitato di sedute. Mediamente non più di 10.

Per i meno esperti o per chi è cresciuto con l’immagine stereotipata dello psicologo “a vita” questo dato spesso può far scaturire una serie di dubbi rispetto all’efficacia di questo tipo di trattamento. Qui vorrei parlarti, in generale, degli approcci di Terapia Breve per confutare alcuni dubbi e stereotipi. Per maggiori approfondimenti ti rimando alla sezione Articoli del sito dove potrai trovare molte più informazioni suddivise per tipologie di problematica.

Cosa caratterizza la Terapia Breve?

L’ambito della Terapia Breve è composto da approcci moderni (nati negli anni ’60 – ’70), ampiamente validati a livello scientifico nonché best practice per alcune delle principali patologie (disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressione, difficoltà relazionali e disturbi alimentari).

L’elemento-chiave della Terapia Breve è un lavoro fortemente orientato alla messa in atto di soluzioni fin dalla prima seduta.
A differenza delle “terapie classiche”, nella Terapia Breve il paziente viene condotto a seguire ed eseguire delle “prescrizioni” nei giorni che intercorrono tra una seduta e l’altra. Tali prescrizioni sono calzate sulla tipologia di problematica presentata e permettono di sperimentare concretamente dei cambiamenti nella vita reale.

La Brevità della terapia, difatti, non nasce da una sua incompletezza metodologica, bensì dallo sviluppo di protocolli di lavoro all’avanguardia che oggi ci permettono di conoscere il funzionamento della maggior parte delle problematiche ed i punti su cui far leva per scardinarle nel più breve tempo possibile con soluzioni efficaci ed efficienti. Questa caratteristica lo rende l’ambito della Terapia Breve adatta anche alla sfera del Coaching.

Come fa una terapia psicologica ad essere breve?

Un esempio che mi piace fare per spiegare l’efficacia e l’efficienza della Terapia Breve è quello del chirurgo che esegue un trapianto di cuore. Fino ad una ventina d’anni fa un intervento del genere richiedeva molto più tempo, molta più preparazione tecnica ed i tassi di mortalità erano decisamente più alti rispetto a quelli attuali. Se oggi un chirurgo riesce ad eseguire l’operazione più velocemente e con meno rischi per il paziente non è certo per una sua superficialità nel lavoro; ad essere migliorate sono le tecnologie, le conoscenze e la tecnica. Lo stesso ragionamento può essere applicato all’ambito della Terapia Breve che oggi gode di un’ampia conoscenza del funzionamento delle problematiche, dei meccanismi che le mantengono attive, dei protocolli d’intervento e delle tecnologie comunicative più efficaci per trovare e mettere in atto soluzioni rapide.

Se consideriamo che la media di sedute per il trattamento di un Disturbo d’ansia o per un Disturbo fobico è di 5 sedute, possiamo affermare senza dubbio che un paziente, oggi, è decisamente più fortunato di chi, oltre 100 anni fa, si rivolgeva a Freud per la stessa tipologia di difficoltà.

Se avessi bisogno di qualche seduta in più?

E’ bene specificare che l’aggettivo Breve dev’essere considerato come un punto di forza, non come un limite! Ogni caso è un caso a sé stante ed in alcune situazioni potrebbe essere necessario incrementare il numero delle sedute per esser sicuri che il cambiamento sia definitivo e non si rischino ricadute (cosiddetto follow-up). Il benessere del paziente è sempre il cardine di un lavoro psicologico ed è l’unico elemento che conta davvero.

Frequenza delle sedute

Un altro elemento che caratterizza la Terapia Breve è la frequenza delle sedute.
Nella maggior parte dei casi gli appuntamenti vengono distanziati di almeno 2 settimane in modo da dare la possibilità al paziente di sperimentare gli effetti delle prescrizioni nel suo quotidiano. Il cambiamento, infatti, non avviene in seduta ma nella vita quotidiana del paziente. La seduta psicologica ha lo scopo di orientare questo cambiamento al fine di renderlo efficace ed efficiente. Inoltre, per il cliente, questo determina spesso anche un risparmio economico notevole.

In alcuni casi, seguendo i presupposti della Terapia a seduta singola è possibile avviare un lavoro di Terapia Breve “intermittente” dove il paziente contatta il terapeuta al bisogno per risolvere problemi attuali meno pervasivi

Ma, in concreto, come funziona una seduta di Terapia Breve?

Una settimana è composta da 168 ore. Di queste, solo una viene impiegata per la seduta di terapia; ne restano 167.

Questo è il presupposto che muove la Terapia Breve: il cambiamento non avviene IN seduta, ma GRAZIE alla seduta. Il momento del cambiamento sono le 167 ore che la persona trascorre nella sua vita.

A differenza della quasi totalità degli altri modelli terapeutici, la Terapia Breve non si orienta sul problema ma sulla soluzione. Pertanto all’interno della seduta l’obiettivo sarà quello di definire il funzionamento della situazione attuale riportata dal paziente al fine di elaborare delle strategie di risoluzione sartoriali.

Se cerchi problemi troverai problemi, se cerchi soluzioni troverai soluzioni

Un elemento chiave della Terapia Breve è l’utilizzo di prescrizioni terapeutiche: azioni da svolgere durante la propria quotidianità che hanno lo scopo di generare una “esperienza emozionale correttiva”. Cioè far sperimentare in prima persona al paziente un cambiamento nel suo modo di percepire la realtà che lo circonda e nel modificarne le interazioni (del paziente con sé stesso, con gli altri o con il mondo).

La seduta è orientata, mediante tecniche ad hoc a comprendere il funzionamento della problematica riportata dal cliente e fornire le strategie più adeguate da utilizzare nel proprio quotidiano al fine di scardinare la problematica e muoversi rapidamente verso un nuovo equilibrio risolutivo.

La Terapia Breve, pertanto, è molto lontana dallo stereotipo in cui il paziente si sdraia sul lettino, spalle al terapeuta, a vagare per libere associazioni sulla sua vita, sul suo passato e sui sogni. E’ un lavoro scientifico, pragmatico e fortemente orientato al cambiamento.

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